Al termine di una giornata di formazione sul public speaking e la psicologia della performance, ho chiesto ai partecipanti: “Che cosa vi portate a casa?”. La risposta è stata unanime: consapevolezza.
La consapevolezza che dietro a uno speech efficace c’è lo studio profondo dei contenuti, del corpo e della nostra mente. Che per dare il meglio di noi stessi dobbiamo conoscere ogni parte di noi, sapere come funzioniamo!
Il giorno dopo, al Festival dell’AI, quella stessa parola è risuonata dal palco, più e più volte: consapevolezza.
Le persone che erano lì volevano capire, toccare con mano cosa significa AI, erano lì per imparare come impiegare questo strumento nel bel mezzo della rivoluzione che stiamo vivendo.
Ed è proprio questo che mi ha colpito: tante persone che hanno capito che c’è bisogno di mettersi in gioco, di sbattersi, di imparare cose nuove per stare al passo coi tempi. E la cosa straordinaria è che grazie all’AI possiamo farlo tutti.
Ora che sta cambiando il sistema operativo del mondo, dobbiamo renderci conto di tutto quello che possiamo migliorare. Possiamo, per esempio, apprendere meglio – non solo chiedendo di riassumere testi e abbassando il carico cognitivo, ma allenandoci ad elevarlo. A sollecitare le nostre menti ci ha pensato Susanna Sancassani, managing director del METID.
Dopo il suo intervento sono subito andata a cercare informazioni su di lei, su quello che insegna e ho trovato questo speech al TEDxSaronno che spero possa essere illuminante anche per voi: rendervi consapevoli della grande occasione che abbiamo di diventare artigiani del nostro sapere.
