Genovese di nascita e milanese di adozione, sono attrice, autrice e conduttrice radiofonica. A dire il vero, sono stata nominata anche ambasciatrice di Genova nel mondo, ma non vorrei inibirti. Nonostante il titolo sono rimasta una ragazza tutta acqua e focaccia.
Ho debuttato nel 1998 al Teatro della Tosse di Genova per poi ritrovarmi catapultata negli studi radiofonici.
Ho lavorato per Radio Deejay, R101, Radio Italia solomusicaitaliana.
Non ho mai smesso di dedicarmi al teatro: hanno riso di me allo Zelig di Milano con lo spettacolo “A cuore crudo”, alla Triennale di Milano hanno pianto in scena con me gli spettatori della performance “Todo lo que està a mi lado”di Fernando Rubio.
Uso la mia professione per combattere le paure, mie e altrui: aiuto le persone terrorizzate dal parlare in pubblico con i miei corsi di public speaking e scrivo per sedare la fobia della morte. Ho firmato il podcast “Death Cafè” edito da Mondadori Studios e oggi porto nei teatri italiani il mio ultimo monologo Death Café (a)live.
Potrei utilizzare diversi sostantivi per spiegarti che cosa faccio: storyteller, presentatrice, moderatrice, digital host. In sintesi, la padrona di casa. In un teatro come in una piazza o su una piattaforma digitale so essere ospitale, vivace, calorosa, sempre al servizio degli ospiti.
Amo condividere le mie competenze durante corsi di comunicazione e public speaking per privati o in azienda. Nelle vesti di Santa Parola uso l’ironia, l’empatia e l’ascolto attivo per far emergere il potenziale comunicativo di ogni professionista, fornendogli strumenti che potrà utilizzare in ogni occasione.
Tutto è cominciato nel 1998 al Teatro della Tosse di Genova per poi ritrovarmi catapultata negli studi radiofonici. Ho fatto ridere allo Zelig di Milano e piangere alla Triennale, il che mi sembra un curriculum decente. Oggi porto nei teatri italiani il mio ultimo monologo Death Café (a)live.
I miei Podcast
L’abbraccio con le braccia rigide
C’è un nuovo termine che circola sui social e nelle riviste di lifestyle: job hugging. Letteralmente: abbracciare il proprio lavoro. In pratica: tenersi stretta una posizione che non ti piace, non ti soddisfa, forse ti logora — ma da cui non riesci ad andartene. Stanno parlando di te? Sicuramente di me sì, in alcuni momenti …I miei eroi sono saliti sul palco
Anche quest’anno ho avuto il privilegio di tenere il corso di public speaking per i ricercatori e le ricercatrici dell’IIT — Istituto Italiano di Tecnologia di Genova e Milano — che si preparavano a partecipare a FameLab, la competizione internazionale di divulgazione scientifica. Tre minuti sul palco. Nessuna slide. Solo voce, corpo e un fatto …Il potere di imparare
Al termine di una giornata di formazione sul public speaking e la psicologia della performance, ho chiesto ai partecipanti: “Che cosa vi portate a casa?”. La risposta è stata unanime: consapevolezza. La consapevolezza che dietro a uno speech efficace c’è lo studio profondo dei contenuti, del corpo e della nostra mente. Che per dare il …Penia. Quando ho cercato la salvezza nella mitologia.
Ci sono parole che ti trovano prima che tu le cerchi. Penia è stata una di quelle. Stavo pensando a come chiamare questa sezione del blog — quella in cui avrei parlato di partita IVA, di fatture, di mesi in cui i soldi entrano e mesi in cui non entrano, di quella strana libertà che …Fai la brava
Mi ha detto “fai la brava”. Mentre con Merlino mi allontanavo a grandi passi dal giardino dove lui e i suoi amici avevano deciso di lasciare liberi i loro cani mi ha detto:“fai la brava”. Perché? Perché con i loro cani alle calcagna gli ho suggerito di lasciarli scorrazzare senza guinzaglio nell’adiacente area cani e …








